venerdì 30 maggio 2008

GILARDINO VIOLA, inizia la squadra dei sogni.

E' stato ufficializzato l'arrivo in maglia viola di Alberto Gilardino, un grande acquisto 15 milioni di euro, per rendere ancora più grande la Fiorentina. Dopo tre anni al MIlan piuttosto deludenti, Alberto rincotra l'allenatore con cui è diventeto grande ai tempi di Parma.

Tutti entusiasti perchè insieme ad Adrian Mutu quest'anno ci sarà lui.

Non dimentichiamoci però anche di Pazzini e Jovetic due ragazzi che non sono propriamente delle riserve, e che sono pronti a combattere per un posto da titolare.

Per il GILA non sarà facile avere posto in squadra, ma siamo sicuri che lavorerà per questo.Speriamo che il suo violino torni a suonare più dolce di prima.


Oggi è arrivato anche Vargas a rinforzare la formazione viola che insieme a Melo completa i nuovi acquisti viola. Sempre più pronti per affrontare il sogno CHAMPIONS, un sogno che vuol dire molto per tutta la nostra città.
In difesa saltato l'accordo con Barzagli sembrerebbe in arrivo Ferrari , insieme al terzino del lione Revelliere.
Possibile che Corvino percorra anche la pista che porta a Comotto. E' sicuramente necessario infatti acquistare un terzino destro per svincolare l'utilizzo di Jorgensen.

Questo calcio mercato sarà sicuramente spettaccolare e speriamo ci regali ancora qualche bella sorpresa .
AVANTI RAGAZZI.

giovedì 22 maggio 2008

UN SOGNO CHIAMATO CHAMPIONS!


Grazie ragazzi, dopo anni di sofferenze finalmete ci siamo riusciti.

Abbiamo centrato quel fatidico quarto posto che tanto vuol dire per la nostra società, sia in termini economici, ma sopratutto in termini calcistici e di soddisfazione.

Solo dopo la grande vittoria di Torino, ottenuta contro una scuadra che ha dato il meglio, mi sono finalmente stropicciato gli occhi, non ci credevo. Era tutto vero? Si questa volta si! Non ci saranno penalizzazioni o scandali calciopoli.Questa volta la giocheremo la Champions league.Già quando mi trovai a Verona per Chievo-Fiorentina ebbi questa sensazione di soddisfazione .Ma questa volta devo ammettere è molto più grande. Si perchè dopo essere stati accusati da tutti di aver rubato per restare in serie A, abbiamo cominciato a lavorare e ci siamo messi d'impegno. Siamo stati abbandonati da giocatori importanti come Luca Toni, ma abbiamo continuato ad allenarci. Abbiamo giocato una semifinale di coppa UEFA che abbiamo perso immeritatamente, siamo riusciti a farci superare dal Milan in campionato. Ma la forza di volontà di questo gruppo aiutato dal coraggio e l'astuzia di mister Prandelli hanno fatto si che potessimo rimontare e vincere le due gare con Parma e Torino che ci hanno consegnato la possibilità di giocare questa fantastica coppa.
QUESTE SONO LE VITTORIE PIU' BELLE....

....GRAZIE RAGAZZI!

mercoledì 21 maggio 2008

BOICOTTARE LA CINA? NO, GRAZIE


Un interessante punto di vista di un professore dell' università di Firenze , che ci offre una particolare ottica per guardare la situazione cinese e tibetana.

Boicottare la Cina? No, grazie. Assolutamente no. Ipocrita o stupido chi lo chiede. E vi spiego perche.Una premessa. Sono fondatore e Presidente onorario d’una piccola associazione di europeisti patetici, quelli che sognano un’Europa solidale, forte, unita e veramente indipendente: il suo nome e “Identita Europea”, e siamo quattro gatti. Da alcuni lustri denunziamo gli orrori dell’occupazione cinese in Tibet, della quale l’opinione pubblica fino a ieri o quasi non sapeva nulla perche non voleva saperlo. Le informazioni c’erano, il Dalai Lama parlava, le associazioni e i blog umanitari strepitavano. Ma i grandi mass media e l’opinione pubblica, sordi e muti. Come se non si dicesse a loro.Tuttavia la Cina era nell’elenco degli “stati canaglia” diligentemente stilato dalla Superpotenza che tiene aperto il carcere illegale di Guantanamo, e tra i primi in classifica per le esecuzioni capitali, si e opposta alla moratoria alla pena di morte ma si ostina a dar lezioni di moralita e di diritti umani agli altri. Solo recentissimamente il governo Bush, che quanto a gaffes non se ne risparmia proprio nessuna, ha dichiarato di punto in bianco che tutto sommato i cinesi stavano migliorando e potevano esser promossi a una miglior graduatoria sulla loro diligente lavagna dei buoni e dei cattivi. Un capolavoro d’intempestivita: con, diciamolo pure, anche un po’ di scalogna. Perche ventiquattr’ore o giu di li dopo la lieta novella della derubricazione, zacchete, il governo cinese ne ha combinata un’altra: quasi peggio di Tien an-Men. E allora, contrordine my friends: ci si era appena adattati alla Voce del Padrone che diceva che in fondo i cinesi non sono poi cosi male, ma ora giu con gli eroici furori. Anche perche ormai siamo in piena campagna elettorale: e ricordare un po’ a giro che i comunisti mangiano i bambini ramazza voti. Si boicotti la Cina, quindi! Diritti umani e subito, o altrimenti niente commercio e magari niente Olimpiadi! Cosi ragionano gli anticomunisti duri e puri, tra i quali ce ne sono tanti che fino a qualche anno fa erano rossi come il fuoco: quando esserlo pagava.Ma pare proprio che sia il saggio Dalai Lama a essere il primo che non ci sta, a questo inutile, demagogico e autolesionista gioco al massacro. Per piu ragioni.Primo. La storia insegna senza possibilita d’equivoco che i boicottaggi non hanno mai fatto male a nessun governo boicottato: anzi, ottengono che le opinioni pubbliche interne , magari oppositori compresi, si sentono ingiustamente attaccate e fanno quadrato attorno alla loro classe dirigente. E’ successo cosi in Italia nel ’36, in Iraq fra 1991 e 2003, in Iran da quando c’e al governo Ahmedinejad. Piaccia o no, e successo cosi anche a Cuba. Noi vediamo solo la repressione: ma ci sfugge il fatto che c’e anche il consenso; specie in un paese abituato alla disciplina capillare.Secondo. I boicottaggi provocano privazioni e sofferenze inaudite nelle popolazioni (in Iraq, oltre un milione e mezzo d’inutili “morti bianche” per denutrizione e carenza di cure, specie tra i bambini, in dodici anni) ma non scalfiscono quasi per nulla le classi dirigenti e i governi. Vogliamo sul serio abbandonare i tibetani e tutte le altre minoranze soggette a Pechino alla violenza del governo comunista? Allora boicottiamo.Terzo. I boicottaggi si aggirano bellamente, con infiniti trucchi: specie poi quando quello boicottato e un grande paese, con un miliardo di abitanti, molte materie prime, potenti risorse, infiniti interessi e investimenti all’estero. Ci avete fatto caso che negli ultimi mesi la Cina si sta accaparrando pezzi interi del continente africano? Quarto. Si dice che quando ci sono le mareggiate nella Manica, gli inglesi commentano che “il continente e isolato”. Carino, ben trovato: ma e un’illusione, un errore di prospettiva. Cerchiamo di non farlo anche noi. Il subcontinente cinese, immenso, con interessi e rapporti diplomatici innervati in tutto il mondo, boicottato starebbe piu o meno come prima: e se controboicottasse, ce ne accorgeremmo. Ormai, in molti settori, sono la Cina e i cinesi a “tirare”. Da un braccio di ferro con una Cina che si tirasse dietro (e se li tirerebbe) la Russia, l’Iran e una parte dell’Africa e dell’America latina, rischieremmo d’esser noi a uscire economicamente malconci. Specie nell’attuale congiuntura.Quinto, e last, but not least. Vogliamo davvero giocar duro sulla questione morale? E allora, ci siamo mai chiesti quanti paesi dovremmo boicottare per faccende legate alla questione dei diritti umani, a cominciare da alcuni che sono nostri fieri alleati, dagli emirati del Golfo al Pakistan alla Guinea equatoriale? Invece, un modo di colpire la Cina violenta e aggressiva c’e. Ed e proprio quello indicato dal papa e dal Dalai Lama. Accettare il dialogo, ma pretendere chiarezza, trasparenza, cambio di metodi. Pechino prepara la sua vetrina olimpica ed ha una gran paura che qualcuno gliela sfasci a sassate. La cattiva fama, l’indice di tutto il mondo rigorosamente puntato contro, la ferma e severa pretesa da parte della comunita internazionale che quella che sta apprestandosi a divenire una potenza mondiale cambi metodi e registro. Denunziare senza tregua, accusare in maniera stringente e documentata senza stancarsi mai: non dare quartiere a un governo che non aspetta di meglio che il boicottaggio per giocare alla vittima e puntare sull’indignazione del proprio paese contro gli stranieri. esigere un cambio di rotta e programmare, se esso non viene, censure programmate, rigorose e progressive. Far sentire a Pechino che ormai la Grande Muraglia e di vetro trasparente e che il tempo in cui all’interno dei propri confini si poteva far quello che si voleva e finito. Questa musica, la capiranno. Il boicottaggio sarebbe un ridicolo autogol: e i primi a soffrirne sarebbero i tibetani.
Franco Cardini

da http://www.francocardini.net/